La Terapia Osteopatica

E’ una medicina manuale nata negli Stati Uniti ad opera del Dott. A. Taylor Still nel 1874. “Ho pensato che l’osso, osteon, fosse il punto da cui dovevo partire per accertare la causa delle condizioni patologiche e così ho messo insieme “osteo” con “patia” e ho ottenuto Osteopatia”. “L’osteopatia è la regola del movimento, della materia e dello spirito, dove la materia e lo spirito non possono manifestarsi senza il movimento; pertanto noi osteopati affermiamo che il movimento è l’espressione stessa della vita”. (Still, A.T. Autobiografia, 1897) Fondata su una conoscenza precisa dell’ anatomia e della fisiologia del corpo umano, il fine dell’osteopatia è quello di ridare movimento, armonia e fisiologia, ricreando le condizioni migliori (terreno) affinché il corpo ritrovi lo stato di salute. Il trattamento osteopatico si avvale di un sistema di tecniche esclusivamente manuali, che mirano a correggere meccanicamente delle variazioni strutturali o disordini meccanici capaci di provocare delle alterazioni patologiche. Proponendosi di giungere alla causa (e non all’effetto), ristabilendo la mobilità della struttura, la funzione si può riadattare ed il corpo potrà allora iniziare il suo percorso di autoguarigione. (da Collegio italiano di Osteopatia C.I.O.)
Principi fondamentaliStill fondò l’osteopatia su tre principi fondamentali:
– l’unità biologica, dinamica ed ecologica del corpo
– il rapporto tra struttura e funzione
– il concetto di autoguarigione
Unità del corpo:
l’individuo è visto nella sua globalità, in maniera “olistica”. Apparato muscolo-scheletrico, organi interni, fasce, sistema nervoso, ma anche psiche.., costituiscono un tutt’uno funzionale in cui ogni parte è direttamente collegata ed inscindibile dall’altra, e la cui azione sinergica assicura il benessere e la salute della persona.
Relazione tra struttura e funzione:
“la struttura governa la funzione”. Una corretta funzione e possibile solo grazie alla perfezione della struttura portante, se tale equilibrio è alterato ci si trova di fronte a una disfunzione osteopatica, caratterizzata da una zona corporea in cui si verifica una restrizione di mobilità. Quando una qualsiasi componente, per motivi diversi, non lavora in modo corretto crea uno stato di squilibrio che influisce anche sulle altre. L’organismo reagirà a tale disequilibrio creando delle zone di compenso e di adattamenti corporei che alterano il benessere generale dell’organismo.
Autoguarigione:
il compito di un buon osteopata è quello di ripristinare la salute del paziente, sfruttando i meccanismi di autoregolazione che l’organismo possiede ed eliminando tutti gli “ostacoli” che perturbano questi meccanismi. L’osteopatia mira a ristabilire l’armonia della struttura scheletrica di sostegno ed una buona “omeostasi” generale.
Le tecniche osteopatiche vengono convenzionalmente divise in 3 grandi famiglie:
tecniche osteopatiche strutturali;
tecniche osteopatiche craniali;
tecniche osteopatiche viscerali;

LE TECNICHE STRUTTURALI

Le tecniche strutturali, definite così proprio perché si occupano “principalmente” della struttura, correggendo le disfunzioni articolari in base a dei precisi assi di movimento (ricordiamo che per l’osteopatia il corpo è considerato tutto un’insieme..). Oltre ad attuare una correzione puramente meccanica, hanno anche una forte influenza neurologica in quanto favoriscono l’emissione di corretti impulsi dalle e alle terminazioni della parte trattata. Fanno parte di questa famiglia:

  • le tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza (Thrust)
  • le tecniche ad energia muscolare (T. di Mitchell)
  • le tecniche funzionali
  • T.G.O.
  • Le tecniche fasciali (Il sistema fasciale è l’esempio più evidente della globalità dell’individuo per questo, spesso un dolore in una zona corporea è solo un sintomo la causa può essere da un’altra parte..)

LE TECNICHE CRANIALI

Il movimento ritmico delle ossa craniche (8-12 cicli al minuto) è una manifestazione palpabile, registrabile, misurabile della fluttuazione dinamica e ritmica del liquido cefalorachidiano, della mobilità intrinseca del SNC e della funzione delle membrane a tensione reciproca. Questo movimento avviene attorno alla Sinfisi Sfeno-Basilare (sutura fra occipite e sfenoide) ed è definito M.R.P. o Meccanismo Respiratorio Primario. Queste tecniche agiscono in particolare sulla vitalità dell’organismo, qualità fondamentale che permette agli esseri viventi di reagire con efficacia agli eventi di disturbo provenienti dall’ambiente esterno e da quello interno. Sono molto adatte al trattamento dei neonati.

LE TECNICHE VISCERALI

I visceri si muovono in modo specifico sotto l’influenza della pressione diaframmatica. Quando questa dinamica viscerale viene modificata e perturbata porta a disturbi locali o a distanza. Esiste infatti da un punto di vista anatomico e funzionale una relazione tra i visceri, in relazione tra loro grazie a legamenti e pieghe delle membrane di rivestimento, e tra qust’ultimi e la struttura muscolo-scheletrica, la conseguenza è che una cattiva funzione della struttura (colonna vertebrale), può influenzare uno o più visceri e viceversa (mal di schiena viscerale..). Il trattamento osteopatico mira, con tecniche indirette attraverso l’addome ed il diaframma, a ristabilire una buona mobilità viscerale..

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