MAGNETOTERAPIA

La Magnetoterapia è una forma di fisioterapia che utilizza energia elettromagnetica. E’ indicata nei casi in cui sia necessario stimolare la rigenerazione dei tessuti dopo eventi lesivi di varia natura:
-risanamento di fratture ossee,
-cura di ulcere cutanee di origine vascolare (diabete),
-recupero anatomico e funzionale di nervi lesi,
-riduzione di cicatrici cutanee deturpanti,
-trattamento di contusioni, distorsioni articolari e di piccoli traumi muscolo-articolari.
L’impiego dei campi magnetici sul corpo umano potenzia le difese dell’organismo con ripolarizzazione elettrica delle membrane cellulari, produce un’azione antistress, rigenera le cellule lese migliorando la cinetica. Inoltre l’azione svolta dai campi magnetici sui radicali liberi, sugli oligoelementi e sulle sostanze ferromagnetiche dell’ambiente intracellulare, contribuisce a mantenere l’equilibrio omeostatico della cellula. La Magnetoterapia promuove quindi un’accelerazione di tutti i fenomeni riparativi con azione biorigenerante, antinfiammatoria, antiedematosa e antalgica. -I campi magnetici si suddividono in:
-campi magnetici costanti,
campi magnetici variabili nel tempo o pulsanti I campi magnetici costanti sono generati da magneti permanenti o da elettromagneti in cui scorre una corrente continua costante. I magneti permanenti sono costituiti da particolari leghe ferromagnetiche ad alta permeabilità; hanno spesso forma di piastre circolari, che vengono applicate a contatto della parte da trattare. Questa metodica viene applicata nei dolori muscolo-scheletrici, sia di origine infiammatoria che traumatica, posizionando i magneti direttamente sulle zone dolenti e sui cosiddetti Trigger Points, ovvero quelle piccole aree cutanee che, se stimolate, producono dolore a distanza. Il campo magnetico generato è molto alto, da 3000 a 10.000 Gauss o più, ma poichè decresce allontanandosi dalla fonte in modo direttamente proporzionale al quadrato della distanza, occorre applicare il magnete molto più vicino alla zona da trattare. I campi magnetici variabili o pulsati si distinguono in campi elettromagnetici ad alta (oltre il MHz) e a bassa frequenza (da l a 3000 Hz). I campi magnetici pulsati ad alta frequenza impiegano frequenze comprese nel range di l-300 MHz, rese pulsanti da 5 a 600 volte al secondo e mantenute ad una potenza di pochi Watt, tale da non produrre alcun significativo aumento di temperatura nei tessuti trattati. In pratica si utilizza un generatore collegato a diffusori che si applicano direttamente a contatto della cute o nelle immediate vicinanze, poichè l’intensità del campo generato si esaurisce proporzionalmente al quadrato della distanza. La Magnetoterapia con campi magnetici pulsati a bassa frequenza è oggi considerata una valida terapia fisica, con effetti biologici positivi, indicata soprattutto nel trattamento di fratture ossee e di malattie a carattere infiammatorio e cronico-degenerative. I molteplici benefici e la completa penetrazione nei tessuti, con conseguente efficacia in profondità, la mancanza di effetti nocivi per basse frequenze e deboli intensità, permettono un vasto impiego della Magnetoterapia con campi ELF (Extremely Low Frequency) che agiscono per effetto di microcorrenti indotte. La Magnetoterapia con campi ELF è caratterizzata da:
-Bassa frequenza,
-Campo elettrico trascurabile,
-Bassa potenza irradiata,
-Effetti termici trascurabili,
-Alta penetrazione nei tessuti.

Per quanto attiene ai parametri terapeutici generali, normalmente sono prescritte frequenze basse ed intensità relativamente più elevate per ottenere un effetto biostimolante, mentre si preferiscono frequenze elevate ed intensità più basse per ottenere un effetto analgesico e/o sedativo. Le frequenze e le intensità medie trovano applicazione nello stimolo alla circolazione arteriosa. I tempi di applicazione variano a seconda della patologia da una decina di minuti per le forme artro-reumatiche a più ore per patologie come la pseudoartrosi, ed il numero di sedute da qualche giorno per trattamento di processi flogisti acuti a qualche mese per pseudoartrosi o ritardo di consolidamento osseo.